Guida pratica

    Preparare una VGP: checklist completa di ispezione normativa

    La Verifica Generale Periodica (VGP) è obbligatoria per migliaia di attrezzature in Italia. Ecco il metodo in 6 passaggi per affrontare ogni controllo senza riserve, e automatizzare il monitoraggio con un software dedicato.

    1. Censire tutte le attrezzature soggette a VGP

    Costituite l'inventario esaustivo dei vostri apparecchi soggetti a Verifica Generale Periodica: apparecchi di sollevamento (gru, carroponti, carrelli elevatori, piattaforme, paranchi), attrezzature a pressione, DPI anticaduta, porte e cancelli automatici, scaffalature di stoccaggio. Ogni attrezzatura deve possedere un identificativo univoco (QR code o chip NFC) collegato al proprio libretto di manutenzione digitale.

    2. Raccogliere lo storico normativo di ogni attrezzatura

    Prima dell'ispezione, il controllore richiederà il manuale del costruttore, la dichiarazione CE, l'ultimo rapporto di VGP, gli eventuali rapporti di incidente e la tracciabilità degli interventi di manutenzione. Centralizzate questi documenti in un'unica piattaforma per evitare perdite cartacee e velocizzare le verifiche.

    3. Preparare tecnicamente le attrezzature

    Pulite le zone di ispezione, controllate il livello dei fluidi, verificate visivamente cavi, catene, ganci e organi di sicurezza. Eseguite le prove di funzionamento (salita/discesa, frenata, finecorsa, arresti di emergenza). Registrate immediatamente le anomalie nell'app mobile per risolverle prima dell'arrivo del verificatore.

    4. Verificare la conformità documentale e la segnaletica

    Targhetta del costruttore leggibile, CMU (carico massimo di utilizzo) esposto, pittogrammi di sicurezza presenti, registro di sicurezza aggiornato: questi elementi vengono sistematicamente controllati. Un difetto documentale può comportare la messa fuori servizio immediata, anche se l'attrezzatura è tecnicamente conforme.

    5. Chiudere le riserve della precedente VGP

    Ogni osservazione o riserva formulata durante il controllo precedente deve essere risolta e tracciata. Conservate le prove degli interventi correttivi (fatture, buoni di intervento, foto prima/dopo). Una riserva non chiusa è di per sé motivo di non conformità.

    6. Organizzare il giorno dell'ispezione

    Designate un referente sul campo, liberate le zone di accesso, preparate i DPI necessari al verificatore, mettete le attrezzature in arresto in sicurezza. Prevedete 30-60 minuti per attrezzatura a seconda della complessità. Al termine, il rapporto deve essere firmato digitalmente e archiviato immediatamente.

    Automatizzare la preparazione VGP con un software dedicato

    La gestione manuale delle VGP (fogli di calcolo, raccoglitori cartacei, promemoria Outlook) espone al rischio di dimenticanze, perdita di rapporti e non conformità. Cloud VGP Italia centralizza inventario, pianificazione, rapporti digitali e chiusura delle riserve in un'unica piattaforma, accessibile in mobilità tramite QR code e NFC.

    • Pianificazione automatica delle scadenze per tipo di attrezzatura
    • Rapporti firmati digitalmente, archiviati per 10 anni, esportabili in PDF
    • Avvisi e-mail e push prima di ogni scadenza e riserva non chiusa
    • Dashboard di conformità multi-sito e multi-paese
    • Modulo Fattura Elettronica 2026 per la fatturazione dei controllori esterni

    Domande frequenti sulla VGP

    Qual è la periodicità di una VGP?

    La periodicità dipende dalla natura dell'attrezzatura e dal quadro normativo applicabile. A titolo indicativo: 6 mesi per gli apparecchi di sollevamento persone (piattaforme, PLE, piattaforme sospese), 12 mesi per la maggior parte degli apparecchi di sollevamento carichi (gru, carroponti, paranchi) e per i DPI anticaduta di categoria III, 3 mesi per alcune attrezzature soggette a uso particolarmente intensivo, ogni 5 anni per la verifica quinquennale degli ascensori. In Italia il quadro generale è fissato dal D.Lgs. 81/2008 e dai relativi allegati per le attrezzature di lavoro. La periodicità può essere ridotta in caso di uso intensivo, condizioni ambientali severe o dopo un incidente. Cloud VGP Italia calcola automaticamente le scadenze per famiglia di attrezzatura.

    Chi può eseguire una VGP?

    Una VGP deve essere effettuata da una persona competente ai sensi della normativa vigente (D.Lgs. 81/2008), che può essere un dipendente formato e incaricato dal datore di lavoro, un ispettore indipendente o un organismo di controllo abilitato (equivalenti italiani di Apave, Bureau Veritas, Dekra, ecc.). La scelta dipende dalla natura dell'attrezzatura, dal livello di rischio e talvolta da un obbligo normativo specifico. Alcune attrezzature richiedono un organismo accreditato — ad esempio gli ascensori per la verifica quinquennale (INAIL/ASL/ARPA a seconda della regione). In ogni caso, la persona deve disporre delle competenze tecniche, degli strumenti di misura adeguati e dell'indipendenza necessaria rispetto al gestore. Il controllore si assume la responsabilità del contenuto e delle conclusioni del rapporto che rilascia.

    Cosa rischia un'azienda che non effettua le proprie VGP?

    L'assenza di VGP aggiornate espone il datore di lavoro a un cumulo di rischi. Sul piano penale, rischia sanzioni amministrative e penali ai sensi del D.Lgs. 81/2008, aggravate in caso di infortunio sul lavoro legato a un difetto di verifica. Sul piano civile, la responsabilità è quasi automaticamente riconosciuta davanti al giudice, con maggiorazione dei risarcimenti. Sul piano amministrativo, l'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) può disporre l'arresto immediato dell'utilizzo delle attrezzature non conformi. Sul piano assicurativo, la garanzia di responsabilità civile può essere messa in discussione se i rapporti non possono essere prodotti. Sul piano commerciale, numerosi committenti richiedono la produzione delle VGP.

    Come digitalizzare il monitoraggio delle VGP?

    La digitalizzazione di un monitoraggio VGP passa attraverso quattro fasi. Primo, la costituzione di un inventario aggiornato del parco macchine, con un identificativo univoco per attrezzatura (QR-Code o tag NFC). Secondo, la definizione delle periodicità e dei modelli di rapporto per famiglia di attrezzatura, in accordo con la normativa applicabile. Terzo, l'esecuzione dei controlli su mobile, anche offline, con foto, misurazioni, firme e rapporto generato automaticamente. Quarto, il monitoraggio delle riserve e delle azioni correttive in una dashboard condivisa. Una soluzione SaaS come Cloud VGP Italia copre queste quattro fasi in un'unica piattaforma, senza installazione, senza vincoli, a una tariffa indicizzata sul numero di attrezzature (0,50 € + IVA/mese, con sconti al crescere del volume).

    Quali documenti bisogna preparare prima di una VGP?

    Prima dell'arrivo del controllore, occorre raccogliere diversi documenti: la scheda di identificazione dell'attrezzatura (marca, modello, numero di serie, anno, capacità), il manuale del costruttore e l'attestazione di conformità CE, l'ultimo rapporto di VGP e lo storico delle chiusure delle riserve, il libretto di manutenzione con gli interventi effettuati, il registro di sicurezza, le abilitazioni delle persone che utilizzano l'attrezzatura. È inoltre consigliabile preparare l'accesso all'attrezzatura (spazio libero, illuminazione, eventuale ponteggio), i DPI adatti al controllore e, per le prove di carico, i pesi necessari. Cloud VGP Italia raggruppa questi documenti in un libretto di vita digitale consultabile tramite il QR-Code dell'attrezzatura.

    Come gestire una riserva riscontrata durante una VGP?

    Una riserva deve essere qualificata in base alla gravità: minore (da correggere prima della prossima scadenza), maggiore (da correggere entro un termine breve, generalmente 15-30 giorni) o critica (l'attrezzatura deve essere immediatamente bloccata). Ogni riserva apre un'azione correttiva assegnata a un responsabile, con una scadenza e una prova di chiusura richiesta (foto, rapporto di intervento, fattura). L'attrezzatura non deve essere rimessa in servizio senza prova documentata della chiusura. Cloud VGP Italia automatizza questo ciclo: apertura dell'azione alla chiusura del rapporto, notifica al responsabile, blocco della rimessa in servizio finché la prova non è stata allegata, storico completo delle chiusure consultabile in fase di audit.

    Bisogna rifare una VGP dopo una riparazione o una modifica?

    Sì, in diversi casi. Dopo una modifica importante (cambio di struttura, sostituzione di un organo di sicurezza, modifica della capacità, trasformazione del montaggio), una verifica di rimessa in servizio è obbligatoria. Dopo una riparazione importante o un incidente (urto, sovraccarico, caduta), è necessaria una verifica supplementare prima della rimessa in servizio. Dopo una lunga inattività (generalmente superiore a tre mesi), vale la stessa regola. Queste verifiche non sostituiscono la VGP periodica: si aggiungono ad essa. Cloud VGP Italia crea automaticamente una verifica di rimessa in servizio non appena un operatore registra un evento di tipo modifica, riparazione importante o incidente.

    Quanto costa esternalizzare le VGP?

    Il costo varia in base al tipo di attrezzatura, alla sua ubicazione, alla complessità dell'intervento e al fornitore. A titolo indicativo, una VGP di un accessorio di sollevamento semplice costa tra 30 e 60 € + IVA, un carrello elevatore tra 80 e 150 € + IVA, una piattaforma tra 100 e 200 € + IVA, una gru a torre tra 400 e 1.200 € + IVA con prova di carico. Questi costi si intendono esclusa la trasferta. La digitalizzazione permette di ridurre notevolmente la fattura complessiva ottimizzando i giri di ispezione, evitando la doppia registrazione e industrializzando la produzione dei rapporti. A 0,50 € + IVA/mese per attrezzatura, Cloud VGP Italia costa meno di una VGP esternalizzata annuale su un accessorio di sollevamento.